McLuhan.

DiAndrea

McLuhan.

“I am not necessary agree with everything I say.”

“E quindi… cosa lo dici a fare?” Potrebbe essere una risposta d’istinto.

In una seconda lettura, con gli occhi della Comunicazione d’Impresa, e con i dovuti filtri, l’affermazione di McLuhan – che di suo è sempre stato un po’ provocatorio – può essere perfettamente applicata al marketing aziendale.

Una delle tante connotazioni, traslando arbitrariamente verso il concetto che non sempre ciò che l’Azienda produce – fisicamente – è ciò che il cliente vuole percepire, e non necessariamente è comunicato nel modo più didascalico e descrittivo possibile, mi porta all’esempio seguente:

Immaginate di vedere due pagine pubblicitarie dello stesso deodorante femminile, con la stessa foto di prodotto, ma due headline diverse:
1- “Libera la freschezza e sentiti leggera.”
2- “Miscela di gas di petrolio liquefatti, profumo, alcool etilico.”

Floch direbbe che si posizionano in due punti diversi del quadrato semiotico dello stesso prodotto.

Ma… quale vende di più? La risposta appare dapprima semplice, ma non lo è affatto, se non analizzando e interpretando un po’ di dati.

Uno dei compiti del Marketing aziendale è proprio questo: capire in che modo “esporre la merce” sul mercato, in base a studi di posizionamento e di target, analisi dati di vendita e studi etnografici.

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